
Di errori, parole e di riflessioni quando spengo le luci dello studio.
18 Agosto 2026I percorsi
La relazione: l'ovvio di cui nessuno si occupa.
Relazioni che nascono. Relazioni che entrano in crisi. Relazioni che cambiano. Relazioni che finiscono.
Sono certa che tu sappia già indicarmi su quale di questi punti ti trovi, in questo momento della tua vita. Dove ti sei incagliato/a o dove hai paura di ritrovarti. Può essere una relazione con qualcun altro, ma anche — perché no — quella che hai con te stesso/a: anche quella cambia nel tempo. Può entrare in crisi, può subire un black out e, quasi ciclicamente, può rinascere. Le relazioni, tutte le relazioni, sono mutevoli e soggette a trasformazioni. E probabilmente lo sai già, perché lo stai vivendo.
Perché ci fraintendiamo
Molte delle difficoltà che incontri con l’altro nascono da un problema di comunicazione: bisogni che non esprimi, o che esprimi in un modo che l’altro non riesce a cogliere. Da lì nascono incomprensioni che ti portano a costruirti la tua “fiction”, la tua interpretazione della realtà. Arrivi a delle conclusioni — senza aver verificato con l’altro se i tuoi pensieri corrispondono al vero — e finisci per leggere i fatti in base a ciò che ti aspetti. E ciò che ti aspetti, quasi mai, ha risvolti positivi!
Le tue interpretazioni nascono in parte dalle tue esperienze. Se nel tempo sei arrivato/a alla conclusione di non poterti fidare di nessuno, molto probabilmente tenderai, in modo difensivo, a leggere nell’altro qualche presunto segnale di scorrettezza: come se il tuo cervello ti mettesse davanti un cartello con scritto: “fregatura in corso”.
Interpreti anche in base a quelli che comunemente chiamiamo pregiudizi, ma che in realtà non sono altro che “scorciatoie di pensiero”, che tutti tendiamo ad utilizzare per un semplice risparmio di energie. Pensa se ogni giorno, per ogni cosa che osservi, dovessi mettere in dubbio tutte le tue credenze: arriveresti a fine mattinata stremato/a!
Eppure, tutto questo, unito alla difficoltà di gestire le emozioni — soprattutto nei periodi di maggiore stress — ti porta spesso a entrare in conflitto.
E a stare male.
Prendersi cura del dolore
Dobbiamo imparare a prenderci cura del nostro dolore. Prova a trattarlo come una piccola persona dentro di te: ascoltalo con pazienza, a volte cullalo come un bambino, cerca di capirlo e aiutalo a crescere nella sua forma migliore. Insegnagli ad alzarsi, a uscire dalla sua bolla di tristezza, rancore, disfattismo, rabbia, paura, e a camminare al tuo fianco. Imparerà a fidarsi di te, e tu di lui. E quando si trasformerà in risorsa, ti ringrazierà. Ti ringrazierai.
La parabola della freccia avvelenata
Può esserti utile, a questo punto, quello che la parabola buddista della freccia avvelenata ha insegnato a me.
La prima freccia che ci colpisce è quella del dolore. La seconda freccia, invece, non viene scoccata dalla vita, ma da te stesso/a. A differenza della prima che è inevitabile, la seconda è gestibile: rappresenta la tua reazione mentale al dolore, l’angoscia generata dai pensieri che sorgono dopo esser stato ferito. Questi pensieri aggiungono altra sofferenza a quelli iniziali. Se vieni trafitto/a o meno dalla seconda freccia dipende da te e da come ti relazioni agli eventi della tua vita.
In sintesi: sei colpito/a dagli avvenimenti, ma è il modo in cui reagisci ad renderli più o meno terribili, più o meno opprimenti.
Quando ti prendi cura di te stesso/a, quando impari a conoscerti, quando ti prendi cura di una relazione in sofferenza, allora, stai facendo il primo passo per non autoinfliggerti un dolore maggiore, per non alzare il volume del tuo malessere.
In che modo il tuo trattenere o il tuo lasciare andare, condiziona le relazioni che vivi?
Te lo sei mai chiesto/a?
Quando la coppia si incaglia: RELAZIONE SI-CURA
Tutto quello che hai appena letto — le fiction che ti costruisci, la seconda freccia, la fatica di dirvi davvero le cose — è quello che vedo ogni giorno nel mio lavoro con le coppie in crisi.
Nessuno ci insegna a riparare una relazione quando si incrina. Lo impariamo sul campo, spesso a caro prezzo.
Per questo ho creato RELAZIONE SI-CURA: un percorso di affiancamento, di coppia o individuale, pensato per chi sta attraversando una crisi e non sa come uscirne.
Puoi iniziarlo da solo o in coppia — l’unica condizione è che ci sia una relazione in corso. È un porto sicuro in cui approdare, per ricevere gli strumenti concreti che nessuno ti ha mai insegnato: per imparare a riparare ciò che si è incrinato, e tornare a navigare insieme, nella stessa direzione.
Se ti sei riconosciuto/a anche solo in una di queste righe, non sei solo/a, e non è troppo tardi. A volte basta un primo passo — anche piccolo, anche incerto — per rimettersi in cammino.
Se senti che è il tuo momento, scrivimi per una prima call conoscitiva: capiremo insieme da dove ripartire.
Crisi di coppia?
Non è la fine.
È un nuovo inizio.
Mi chiamo Romina Schipano e lavoro con le coppie che stanno affrontando delle difficoltà nella loro relazione.
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